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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

 “Qui non si parla di clienti, ma di fan. E, in termini di marketing, qual è il fan tipo Ducati? All'inizio, avevo intenzione di segmentare la clientela, ma si è rivelato impossibile: il ventaglio di possibili profili spazia.....E' per questo che preferisco parlare di tribù Ducati. Per tribù si intende un gruppo di persone che condividono un qualcosa. Al centro della tribù c'è il totem, la Ducati. Detto questo, il prodotto non identifica la tribù, ma serve da legame identitario tra i suoi membri.” A parlare così è Federico Minoli, presidente e amministratore delegato di Ducati. Minoli ha scommesso tutto sulla tribù, designando fin dall'inizio non un marketing manager, ma un tribe director. Ducati ha puntato sul tam tam della tribù e su un insieme di eventi che le hanno permesso di costruire una tribù virtuale (2milioni di visitatori sul sito) intorno ad una tribù reale di dimensioni ben più modeste. Oggi nel mondo esistono 600 club di appassionati Ducati, tutti diversi tra loro: si va dai “pariolini” di Roma ai “gay di San Francisco” e la rete dà loro la possibilità di incontrarsi. Minoli ha poi ampliato l'offerta Ducati a tutti quegli ingredienti che permettono di celebrare i rituali Ducati e in particolar modo gli abiti, infatti non produce più solo moto, ma anche tutta una gamma di accessori e di abbigliamento. Per realizzare l'abbigliamento da pista, Ducati ha lavorato di censimento, fotografando le tenute dei suoi appassionati per poi tradurle in abiti. Tali prodotti sono reperibili esclusivamente presso i Ducati stores (140 nel mondo, 50 in Italia). Infine l'appassionato può visitare la fabbrica nei pressi di Bologna che è stata trasformata in un vero e proprio luogo di culto della tribù.

Fonte: "Marketing non-convenzionale", B. Cova, A. Giordano, M. Pallera.

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mar5

Lo spot Plasmon

in pillole di TEORIA applicata, linkato 991 volte)

Un flusso comunicativo è l'insieme dei dati, delle informazioni e delle emozioni, che viene veicolato tra un emittente e un destinatario e che dà origine a un processo comunicativo. Ogni flusso comunicativo insito in un testo implica determinate funzioni, ovvero valenze che indicano lo scopo per cui si compie quella particolare azione comunicativa. Roman Jakobson ne ha individuate sei: Referenziale, Emotiva, Fatica, Conativa, Metalinguistica ed Estetica. La maggior parte degli spot pubblicitari si limita ad utilizzare solo alcune tra queste funzioni, di solito la referenziale (il prodotto è una crema di bellezza), quella conativa (comprala) o emotiva (ne hai bisogno per essere più bella). Solo alcune pubblicità le usano tutte e sei. Lo spot "Sano come un Plasmon" è una di quelle.  Nel video appaiono tanti bambini di circa un anno o due in tutina arancione che, con un grosso martello di gomma, corrono felici su un prato. L'icona del martello richiama il brand storico della Plasmon in cui un uomo forzuto con un gonnellino, incideva sul capitello di una colonna, con scalpello e martello, il logo dell'industria alimentare, logo che appariva anche ai piedi della colonna, in caratteri greci. La colonna sonora è "If I had a hammer”, resa celebre da Rita Pavone con la versione italiana "Datemi un martello".

Jacobson nello spot.

La funzione referenziale

...ci descrive la realtà, ovvero illustra quello che è l'elemento principe dell'omogeneizzato alla frutta, cioè una bellissima mela rossa (si tratta di una sineddoche: una mela che rappresenta tutta la frutta) che una bimba addenta con evidente soddisfazione, oltre al prodotto confezionato, un omogeneizzato 100% alla frutta.

La funzione emotiva

...mira appunto a far emozionare il destinatario con lo spettacolo di tanti bimbi e delle loro buffe smorfie, delle risatine, dei sorrisi e dei capitomboli sul sederino che alcuni di loro fanno durante la corsa nel prato, provocando quindi nell'animo del telespettatore tenerezza e un sorriso.

La funzione fàtica

...a questo punto, sempre le immagini così coinvolgenti dei bambini permettono di raggiungere anche la funzione fatica che è quella che ha il compito mantenere il contatto con il destinatario e non farlo distrarre con altri stimoli esterni (tale funzione nasce anche dall'utilizzo accorto dei colori, ovvero le tutine arancione - colore di brand della Plasmon - e dalle mele rosse, colori cosiddetti "caldi" che come è noto stimolano il sistema simpatico, ovvero quello dell'emotività, dell'istinto, del piacere, dell'interesse).

La funzione estetica

...i bimbi mostrano la loro innata bellezza e sono usati spesso in televisione per attirare l'attenzione, commuovere e farsi ammirare, inducendo sentimenti positivi e interesse nell'animo del destinatario.

La funzione conativa

...tipica di tutte le pubblicità, è implicita, ma non per questo meno chiara: "mamme, comprate ai vostri bambini gli omogeneizzati Plasmon".

La funzione metalinguistica

...ci parla di un linguaggio utilizzando un altro linguaggio, è data dall'uso del brano "If I had a hummer" nel livello sonoro/ musicale del testo e dalle prime immagini che mostrano bambini con un grosso martello nel livello grafico/visivo del testo che stiamo analizzando. Infatti entrambi questi linguaggi, quello musicale e quello visivo, non fanno altro che ribadire quanto espresso nel livello linguistico dalla voce fuori campo "Hai mai pensato a quanta energia serve al tuo bambino per fare nuove esperienze?".

Ciò che è importante sottolineare è come, grazie all'uso del maggior numero di funzioni comunicative si ottenga un miglior risultato, realizzando testi più ricchi, intensi, piacevoli e, naturalmente comunicativamente più efficaci.

La regia dello spot è di Luca Lucini; l'agenzia è la Leo Burnett; la direzione creativa è stata affidata a Sergio Rodriguez e la casa di produzione è The Family.

Fonte: QC2

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mar4

Striscia la notizia

in pillole di TEORIA applicata, linkato 831 volte)

La prima analisi ha come oggetto Striscia la Notizia, l'unico caso in Italia in cui un telegiornale, esplicitamente, ammette da sempre con candore (e con orgoglio) di essere un evento comunicativo spettacolare.

Le categorie segniche.....

Iniziamo col valutare i simboli, icone e indici all'interno del testo preso in considerazione. Oltre al logo, tra i simboli c'è il mitico Gabibbo (simbolo dell'ingadine tesa a scovare le magagne della società italica), il tapiro (simbolo della vanità dei personaggi dello spettacolo) e le varie spirali che richiamano il punto interrogativo che Ricci ama definire come “una provocazione per il cervello dello spettatore”, al posto di un punto esclamativo che richiama la spada e va a colpire “la pancia dello spettatore”. Tra le icone abbiamo le veline, belle donne che ricordano le famigerate comunicazioni (su carta velina) da parte del minculpop durante il fascismo per controllare radio e giornali, affinché le notizie divulgate non fossero spiacevoli per il regime. Gli indici sono nei servizi degli inviati dove sono mostrate le magagne dell'Italia che non va: spazzatura, opere pubbliche mai portate a termine.

Le funzioni di Jacobson.........

Tra le funzioni di Jakobson le più utilizzate sono quella referenziale (descrivere la realtà), quella emotiva (provocare lo sdegno del pubblico) e quella metalinguistica attraverso l'uso di codici mimetici per sottolineare varie emozioni e comunicare concetti. A controbilanciare l'aggressività dei contenuti, ritroviamo una scenografia calda, una grafica dove prevalgono nettamente le linee curve (e le veline non sono da meno), toni gentili, sorridenti, che infondono nel destinatario un'idea di morbidezza, accoglienza.

Il Quadrato Semiotico....

In Striscia la Notizia, così come in ogni testo comunicativo, si fa un ampio uso anche del principio del quadrato semiotico, basato in questo caso sulla coppia: serietà/scherzo. Ad esempio, quando i conduttori, con voce serissima e sguardo fisso parlano di un caso grave si pongono nel vertice della SERIETA' del quadrato immaginario, quando irridono i vip mostrando le loro debolezze e i loro tic si pongono nel vertice dello SCHERZO. Il NON SCHERZO si ha quando un inviato insegue a piedi un truffatore mentre la NON SERIETA' è presente quando sbeffeggiano un politico che ha ad esempio utilizzato del denaro pubblico per interessi privati.

La raffinatezza nella costruzione del flusso comunicativo di una trasmissione di così lungo successo passa anche dalla conoscenza e dall'uso degli archetipi, così radicati nella cultura; sicuramente l'archetipo maggiormente utilizzato è quello dell'Eroe che combatte contro le ingiustizie della società (es. Capitan Ventosa).

 Fonte:QC2

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mar4

Una nuova sezione

in pillole di TEORIA applicata, linkato 826 volte)

Salve a tutti! Nel Pubbliblog nasce una nuova sezione "pillole di TEORIA applicata" che, attingendo da più fonti, si propone di trattare un po' di teoria.....Si, quella di cui spesso si sente parlare in tv, che si cita sulla carta stampata (...mi vengono in mente gli articoli di Aldo Grasso) o quella che molti di noi hanno studiato ai corsi e ci hanno chiesto agli esami (). Ora la vediamo applicata. Tra poco on line il primo articolo.

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